“Lungo petalo di mare”, il nuovo romanzo di Isabel Allende

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Siamo nel 1939, fine della guerra civile spagnola, Victor Daman, giovane medico e la pianista Roser Bruguera scappano da Barcellona fingendosi marito e moglie. La loro fuga è finalizzata alla ricerca di quella pace che non possono avere nella loro patria. Intraprendono così un viaggio estenuante e rischioso attraverso i Pirenei, la Francia, i Paesi Bassi. Dopo varie vicissitudini a Barcellona vengono finalmente accolti e una volta lì hanno l’opportunità di integrarsi e di riprendere in mano le loro vite fino al 1973, anno in cui in seguito ad un golpe, cade il Presidente Salvador Allende. Ha inizio così per i due l’esilio in Venezuela. Ed è intorno a questa storia appassionata e appassionante di un uomo e una donna in fuga, che ruota e si snoda il romanzo.

“Una storia che riparte dal 3 settembre 1939, con il piroscafo francese Winnipeg salpato il 4 agosto dal porto di Paulliac, con destinazione Valparaiso ‘lungo petalo di mare’, con a bordo oltre 2200 fuggitivi dalla guerra civile spagnola”.

I fatti ed i personaggi storici trattati e sviluppati nel romanzo sono reali e quelli inventati sono ispirati a persone che la scrittrice ha conosciuto. Lo stile è meticoloso nella ricostruzione di luoghi, ambienti, situazioni. Il tema è quello dell’esilio, dello sradicamento delle proprie radici, quanto mai attuale, con tutti i dolori e le angosce che questo comporta. “In un paesaggio di guerra – la Guerra Civile spagnola – la scrittrice mostra la pena di chi è in fuga. Non occorre essere scampati a un conflitto per sentirsi disperati, l’animo umano ha dentro se, nel proprio DNA, l’orrore per la guerra”.

L’Allende cala il lettore nelle drammatiche vicende dei fuggitivi della Guerra Civile spagnola, svelandone in tutte le sue sfumature il tormento, per indurlo alla riflessione. Così afferma in merito al suo scrivere: “La scrittura per me è un tentativo disperato di preservare la memoria. I ricordi nel tempo, strappano dentro di noi l’abito della nostra personalità, e rischiamo di essere laceri, scoperti. Così scrivere mi consente di rimanere integra e di non perdere pezzi lungo il cammino”. La sua è una scrittura fluida, avvincente, vera, fatta di “un’introspezione silenziosa” e profonda. I protagonisti delle sue opere sono connotati da una grande forza interiore che li porta ad affrontare con tenacia un destino avverso, faticoso, non facile. Soprattutto le figure femminili appaiono essere forti, determinate. La prosa è scorrevole, in grado di intrecciare storie, personaggi, vite, ricordi spaziando da un continente all’altro da una generazione ad un altro. Amore, storia, avventura, dramma si dipanano e scorrono in pagine intense in uno stile narrativo pieno e coinvolgente. Un romanzo intenso e prezioso che porta a riflettere sul dramma di popoli sfiniti in fuga.