“L’Amurasanza” di Tea Ranno

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Un bel romanzo coinvolgente dalla prosa potente e forte. Ambientato nei primi anni novanta in un assolato e suggestivo borgo siciliano nei pressi della fantastica Catania, situato su una collina a ridosso di un mare cristallino; borgo dove tutti si conoscono e dove ognuno conosce i fatti degli altri.

Amurasanza è un termine siciliano che va oltre la traduzione letterale “amorevolezza” e racchiude in se un rimando ai modi gentili, ai segni di affetto, alla passione per le cose, alla bellezza, alla dedizione e benevolenza. Ubicata nella piazza del paese di appena  cinquemila anime sorge una tabaccheria, un piccolo negozio dove oltre alle sigarette si potevano acquistare dolciumi, spezie, gestito da Costanzo e dalla moglie Agata, donna molto bella e sensuale dal carattere forte e combattivo, la quale, dopo la perdita prematura del marito, si ritroverà da sola a combattere, con tutta se stessa e con ammirevole coraggio, angherie soprusi e coscienze rassegnate di chi vive in quel posto. Ed è così che nella profonda Sicilia si dipana il bel romanzo di Tea Ranno, animato da personaggi fortemente caratterizzati che è come se vivessero di vita propria nelle pagine del libro; sono personaggi singolari che, a ben guardare, ricordano per le situazioni vissute quelli dei Malavoglia e Mastro Don Gesualdo. C’è la descrizione del borgo del microcosmo di Melilli, in siciiano Miliddi; il dialetto, spesso usato dalla scrittrice, immerge il lettore nella Sicilia di quegli anni calandolo in particolari e suggestive atmosfere.

Temi quali la maldicenza, la politica sporca, la giustizia, il ruolo della donna, la corruzione, l’arretratezza culturale, l’ambiente, si rincorrono inanellandosi in una trama intensa fluida e avvincente. Il tessuto narrativo di questo bel romanzo corale è intriso di amore, onore, rispetto, passione, di “sicilianità”.

“L’amurasanza è un libro di speranza, afferma la scrittrice, un’esortazione al cambiamento che nasce dalla condivisione di un’ideale comune e dalla lotta per il bene comune”. Ciò che infatti auspica la scrittrice è la speranza di un futuro onesto , vissuto in armonia con il prossimo; c’è un inno  alla fiducia nella possibilità di cambiamento. ..e cosa servirebbe affinchè tutto ciò si attuasse? Ce lo rivela lei stessa nel titolo del romanzo “Amurasanza” :“Parole d’ordine ci vuole/mio signore/per accedere alle stanze della vita/parola stramma di desiderio e di ardimento/che squaglia il gelo/e splende sparpaglio/di bellezza e luce…/ Amurasanza/…e le porte si spalancano/e il sole ride/ e la vita/ canta.