Alla continua scoperta della cultura anche fuori della Puglia

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Sansepolcro, una bella cittadina in provincia di Arezzo, ai confini tra Umbria e Marche, per aver dato i natali a diversi illustri personaggi della cultura, della scienza e dell’arte come Piero della Francesca e Luca Pacioli, può considerarsi quasi un unicum.

Tra i tanti figli, più o meno famosi, vi è un musicista e personaggio eclettico vissuto nel XVI sec. che, grazie ad una recente pubblicazione di una giovane studiosa di Sansepolcro, è stato “riabilitato”: Gaspare Torelli, Amorose faville: il quarto libro delle canzonette a tre voci, Introduzione, edizione dei testi e della musica, commenti e note a cura di Carolina Calabresi. Contributi di Biancamaria Brumana e Claudio Santori, Biblioteca del centro Studi “Mario Pancrazi”, Edizioni Nuova Prhomos, 2018, pp. 202.

Pensando all’opera più nota di Gaspare Torelli (1572- ca.1613), I Fidi amanti, favola pastorale di Ascanio Ordei, messa in musica dal compositore originario «della Città di Borgo a San Sepolchro», colpisce il giudizio negativo, ormai datato, di Edward Dent, in The New Oxford History of Music, che la definisce «opera tediosa e monotona» mentre Luigi Torchi, nella sua monumentale L’arte musicale in Italia, dedica ampio spazio al musicista con un giudizio più che benevolo:

La favola pastorale del ‘600 non è mai tutta seria ed a base di idillio, e quella dei Fidi amanti, così astraente dalla polifonia classica, neppure lo è. La vena comica e la satira vi si innestano come una costumanza di teatro.

A ciò si aggiunge che, a distanza di vari decenni, in campo musicologico poco è stato fatto sia per l’analisi dell’opera omnia che per la biografia del compositore stesso. Vale la pena sottolineare l’interessante citazione su di lui da parte di Francesco Luisi (La musica vocale nel Rinascimento) che lo accomuna a personalità più famose contestualizzando la produzione in uso nel periodo

Si giunge così alla fase decadente della villanella e della stessa canzonetta popolareggiante; anche sul piano compositivo gli atteggiamenti della scrittura madrigalistica sono sempre più costanti e non è difficile riscontrarvi gli stessi artifici della colorazione pittorica. […]

I testi hanno carattere pastorale, elegiaco, galante, sentimentale e non sono immuni da una convenzionalità poetica specificamente petrarchesca. Su questa corrente si muovono il compositore e organista milanese Giuseppe Caimo, il madrigalista (nonché polifonista sacro) Ruggero Giovannelli, Paolo Quagliati, il parmigiano Fulgenzio Valesi, l’aretino Gaspare Torelli e lo stesso grande Jacques de Wert che nel 1589 dedicò le sue canzonette-villanelle a 5 voci alla duchessa Leonora Medici Gonzaga.

Tuttavia, già considerare Torelli compositore, uomo di lettere, didatta, poeta (come risulta da alcuni testi di sue composizioni), da un lato chiarisce la poliedricità del personaggio, dall’altro – citando un verso di Ordei – può ricordare Hor vi trovate in queste ombrose selve, in quanto tanti sono gli aspetti ancora non chiariti, compreso il particolare che, a tutt’oggi, si conosca solo una produzione di genere profano, nonostante egli fosse un ecclesiastico.

Ma le «ombrose selve», grazie all’uscita dell’edizione critica delle Amorose Faville: Il quarto libro delle canzonette a tre voci, frutto della ricerca di Carolina Calabresi, si proiettano e aprono idealmente a quelle più famose Selve amiche, ombrose piante del veneziano Antonio Caldara, anticipando quasi un ‘respiro più salutare’ e lasciando presagire l’intenzione di riscoprire il musicista oggetto di studio.

Auguriamo una vera renaissance del musicista di Sansepolcro anche attraverso l’esecuzione delle sue musiche e, più in particolare, di queste Canzonette, al fine di avvicinarlo ai suoi contemporanei con la luce che merita.

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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