Novoli, celebrati oggi i funerali di Mons. Oronzo Mazzotta

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don Oronzo MazzottaLe vostre opere precederanno i vostri passi, e la grandezza di Dio vi si farà incontro …

Con le parole della liturgia, Novoli oggi ha rivolto l’ultimo saluto a Mons. Oronzo Mazzotta, per oltre 70 anni presbitero della Chiesa di Lecce.

Avrebbe compiuto 95 anni il prossimo 6 ottobre.  Le primizie del suo sacerdozio (appena dopo l’ordinazione avvenuta il 30 agosto 1942) le vive servendo la comunità di Lizzanello, prima di perfezionare i suoi studi a Roma laureandosi in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana e poi all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano per una seconda laurea in Storia e Filosofia.

Nel 1950 fa ritorno a Novoli. L’allora Vescovo di Lecce, Mons. Francesco Minerva, gli affida l’insegnamento della Religione nelle Scuole superiori statali. La sua attività didattica continuerà come insegnante di Storia e Filosofia negli istituti superiori.

È il 1967 l’anno in cui il suo compaesano amico fraterno e confratello nel sacerdozio, don Mario Vetrugno, gli affida la cura delle anime di Rione Riesci (una frazione di Arnesano meglio nota come Li Tufi). Per oltre 30 anni “da parrocchetto apocrifo” (come per celia soleva chiamarsi) ha dato il meglio di sé guadagnandosi affetto, amicizia e rispetto.

Conclude la sua attività di docente di Storia, Filosofia, Pedagogia e Psicologia nel 1987, presso l’Istituto Magistrale statale «Pietro Siciliani» di Lecce. Dal 1990 al 1992 è preside del Liceo-Ginnasio “Giovanni Paolo II”. E, sempre nel 1992, S.S. Giovanni Paolo II lo nomina Monsignore. 

Indubbio è il contributo culturale che mons. Oronzo Mazzotta ha profuso nei suoi tanti anni, prima da docente e successivamente come studioso dedito alla ricerca specialmente di carattere storico. Significativa e feconda la sua collaborazione per quasi 10 anni nell’Archivio Storico Diocesano, al fianco di Mons. Carmine Maci.

La sua poliedrica dimensione di insegnante, narratore e ricercatore storiografico, ha permesso a tante generazioni di poter sfogliare innumerevoli pubblicazioni a firma del compianto presbitero; ultimamente per ricordare i suoi quasi 93 anni di vita, ha voluto regalare ai novolesi ed amici un libriccino di 43 pagine avente come titolo Novoli: ritorno alle radici – alla ricerca di una identità perduta. È stata la sua ultima fatica.

Oggi, dunque, quanti in vita lo hanno amato e stimato, si sono dati appuntamento in chiesa perché, nelle parole della fede, trovi consolazione l’umana mestizia nella certezza che la  vita  va oltre la morte. Hanno assolto a questo “dolce obbligo di gratitudine” verso un sacerdote, un educatore appassionato, un insegnante intelligente, un amico sincero, uno scrittore i cui libri ci hanno detto cose importanti con parole semplici e comprensibili.

Un momento semplice di preghiera e riflessione, in un giorno che non vive solo il rimpianto di una persona cara, ma anche la consapevolezza di un legame che sopravvive oltre la morte, nell’attesa dell’incontro definitivo, ultimo, felice con Dio e quindi con quanti ci hanno preceduti con il segno della fede e dormono il sonno della pace fino al giorno eterno su cui non scenderà mai tenebra, nel quale non ci sarà più notte, separazione, ma solo gioia e pace.

Con questi sentimenti di fede e di speranza, la comunità novolese ha salutato don Oronzo, Papa Ronzinu, per gli amici più intimi, nella certezza che – sempre con le parole della liturgia – le nostre opere precederanno i nostri passi perché ai fedeli in Cristo, la vita non è tolta, ma  soltanto trasformata.

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