Tra i tre litiganti l’Italia non gode

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Molti sapori e dissapori stanno riempiendo le pagine di quotidiani, blog e giornali on-line. Vengono riportate tantissime ultim’ora di vario genere. Protagonisti gli scontri in casa PD tra i fedelissimi del segretario Pier Luigi Bersani, che preferiscono una via più attendista nella speranza di trovare un accordo in “zona cesarini” con i deputati/senatori del M5S, e i sostenitori del “rottamatore”,  nonché sindaco di Firenze Matteo Renzi, che, invece, propendono più per una linea di governissimo oppure di ritorno alle urne.

Altro argomento molto discusso è l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Tra le varie fazioni politiche non vi è nessun accordo sul nome del prossimo Capo dello Stato. Da sinistra circolano nomi come Romano Prodi(ex Presidente del Consiglio 1996-98, 2006-08, ed ex Presidente della Commissione Europea 1999-2004), Emma Bonino( parlamentare di lungo corso, ex-commissario europeo ed ex-vice-presidente al Senato ) o Giuliano Amato( giurista è stato per 2 volte nel 1992-93 e nel 2000-01 Presidente del Consiglio ). Da destra tra i vari nomi emerge quello di Gianni Letta(sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante i vari governi Berlusconi ), anche se, non disdegnerebbero un certo Massimo D’Alema ( ex-Presidente del Consiglio 1998-2000 e anche Ministro degli Esteri del 2° governo Prodi). Il M5S non si è pronunciato sui nomi affermando soltanto che il proprio candidato sarà eletto on-line e sarà una personalità esterna alla politica.

Nel frattempo l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano prende tempo, come si è avuto modo di capire dallo scherzo telefonico fatto ad uno dei dieci “saggi” Valerio Onida, mandato in onda ieri dal programma radiofonico La Zanzara di Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Secondo il M5S la perdita di tempo maggiore non è da attribuire alla questione dei “saggi” nominati da Napolitano, quanto soprattutto al mancato inizio dei lavori in Parlamento nonostante il governo Monti sia ancora in carica.

Operare in Parlamento pare impossibile all’interno di un governo dimissionario che non è riuscito, quando era in carica, a dare un segnale di cambiamento per via di una mancata rappresentanza politica. Un governo che ormai cade a pezzi e dove ognuno scredita il proprio operato ( vedi il Ministro Fornero ). Inoltre tra le oltre 800 proposte di legge presentate, numerose delle quali rasentano il comico, nemmeno una è firmata M5S che è il promotore di questa richiesta di avvio ai lavori nonostante l’assenza di un nuovo governo.

A questo punto si potrebbe affermare che la diffusa pratica del “lavarsi le mani” abbia contagiato anche il Capo dello Stato Napolitano, facendogli prendere tempo prezioso attraverso la scelta dei “saggi”, lasciando il peso di queste scelte al nuovo Presidente della Repubblica che verrà eletto la prossima settimana. Se da un lato valgono le ragioni del Sindaco di Firenze, dall’altro, pare essenziale e urgente per l’Italia avere la possibilità di ritornare alle urne, se ce ne dovesse essere bisogno, con una nuova legge elettorale che garantisca una certa governabilità al partito o coalizione che otterrà una maggioranza seppur relativa dei voti.

Il tempo a chi darà ragione?

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